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Quegli anni Cinquanta. Collezioni pubbliche e private a Trieste e Gorizia
29.00€
ISBN: 978-88-6287-046-7
testi di: Giuliano Bon, Maria Masau Dan, Rossella Fabiani, Nicoletta Zanni, Raoul Pupo, Anna Vinci
anno: 2009
formato: 22x27 cm, pp. 240 a colori
rilegatura: brossura con alette
lingua: italiano

Il collezionismo, il mercato dell'arte, il ruolo delle istituzioni pubbliche e quello del mecenatismo privato: temi quanto mai attuali nel sistema dell'arte contemporanea. Nell'Italia degli anni Cinquanta la ricostruzione economica era ormai avviata e così pure quella culturale. Una serie di circostanze storiche fanno si che tra Trieste e Gorizia si formino tre collezioni di respiro nazionale: la collezione Giletti, le opere anni Cinquanta della collezione del Museo Revoltella e quella dell'Università degli Studi di Trieste. Maria Masau Dan - direttore del Museo Revoltella di Trieste - analizza gli aspetti del collezionismo pubblico nel dopoguerra confrontando gli acquisti fatti dal Museo in gran parte presso le Biennali veneziane, con quelli fatti dai musei d'arte moderna di Roma, Venezia e Torino: un'interessante "cronaca" del mercato artistico di quegli anni, delle scelte curatoriali e dell'evoluzione della critica artistica e quindi dello stile di un'epoca. La collezione Giletti, delle tre prese in esame, è l'unica che nasce come collezione privata. Eugenio Giletti, alto dirigente del Comune di Torino, provvisto di una formazione giuridica ma a suo tempo allievo dei corsi di storia dell'arte di Lionello Venturi, fu legato da una profonda amicizia a Luigi Spazzapan (1899-1958) che conoscerà a Torino e di cui raccoglierà un'importante nucleo di opere. La collezione Giletti - ora di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ed esposta alla Galleria Regionale "Luigi Spazzapan" a Gradisca d'Isonzo - raccoglie molte opere dell'ultimo decennio di attività dell'artista che per molti critici rappresentano il punto più alto della lunga storia artistica di Luigi Spazzapan. Nel 1953 l'Università di Trieste organizza un grande mostra di artisti contemporanei nella sua Aula Magna. Vengono invitati Afro Basaldella, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Ugo Carà, Aldo Carpi, Felice Casorati, Bruno Cassinari, Antonio Corpora, Filippo De Pisis, Antonio Donghi, Leonor Fini, Carlo Levi, Nino Perizi, Ottone Rosai, Giuseppe Santomaso, Luigi Spazzapan, Emilio Vedova, Giuli Turcato, Giuseppe Zigaina e altri ancora. I più bei nomi dell'arte italiana di quegli anni per una "mostra evento" – all'inaugurazione presenzierà anche l'attrice Silvana Pampanini – che voleva rinsaldare il legame di Trieste con il contesto culturale italiano negli anni in cui la città era ancora sotto l'amministrazione anglo americana. Il volume riproduce oltre novanta opere provenienti dalle tre collezioni oltre a immagini e documenti d'archivio ed è corredato - tra gli altri – dai saggi di Maria Masau Dan che analizza la storia della collezione del Revoltella e della collezione Giletti, quelli di Rossella Fabiani e Nicoletta Zanni che ricostruiscono le vicende della mostra all'Università di Trieste.

Scarica il file allegato "scheda_anni50.pdf"

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