La visita di Mussolini a Trieste

On 18 settembre 2013 by comunicarte_edizioni

In occasione dei 75 anni dalla proclamazione delle leggi razziali, annunciate da Mussolini a Trieste il 18 settembre 1938, pubblichiamo il testo La visita. Mussolini a Trieste 18-19 settembre 1938 di Diana De Rosa che ricostruisce la cronaca della visita del Duce in città. Il testo è tratto dal volume Memorie di pietra.

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I preparativi per la visita del Duce fervevano già nel mese di luglio del 1938. Il 6 era stato istituito presso il Gabinetto della R. Prefettura un Ufficio speciale per il coordinamento di tutti i servizi necessari.

La sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari per la predisposi­zione delle manifestazioni era stata avviata e aveva dato buoni risultati grazie agli stanziamenti delle industrie, dall’ILVA, ai Cantieri, ai Magazzini generali, agli armatori, alla Cassa di Risparmio di Trieste; par­ticolarmente generose erano state le Assicurazioni Generali.

Il Comune aveva stanziato i fondi per la sistemazione delle vie e l’abbel­limento e decorazione degli edifici. Era stato risolto anche un equivoco riguardante il costo del palco, che sembrava fosse stato acquistato a Genova per 70.000 lire, ma si era chiarito che era opera di maestranze locali con costi dimezzati. Erano state ordinate le corone da deporre sui sacrari, da quello di Oberdan ai monumenti dei caduti della Grande Guerra, alla colonna dei caduti in Africa orientale e al sacrario di Redipuglia.

Per la stampa e per la trasmissione via radio del discorso del Duce dalla piazza dell’Unità era stata scelta come postazione la terrazza del palazzo del Governo. Sotto il palazzo un nutrito parco macchine dell’EIAR era a disposizione per le riprese esterne. Era arrivata anche la macchina messa disposizione dalla Ditta Alfa Romeo per il Prefetto Eulo Rebua.

Si era provveduto a fare gli elenchi delle personalità da invitare. Si tratta di una lunga lista di rappresentanti del mondo politico e impren­ditoriale locale, ai quali si aggiungevano le personalità venute da fuori al seguito di Mussolini.

La fontana luminosa sulla sommità della Scala dei Giganti era pronta e sulla vetta di Contovello era stata innalzata la grande scritta D.U.X. Sul Teatro Romano erano stati posti ad abbellirlo cipressetti e lauri, tappeti di erba e file di bossi.

Varie ditte offrivano i progetti di addobbo di intere facciate o di sem­plici balconi, garantendone una esecuzione perfetta o mettendo a dispo­sizioni il solo materiale. «Grandi scelte di damaschi, velluti, stamigne per drappeggi e festoni, bandiere ecc. ecc.» annunciavano su «Il Piccolo». Il Partito fascista, a sua volta, controllava che gli addobbi e le decorazio­ni fossero adeguati all’evento; a un apposito ufficio si presentavano cit­tadini e negozianti con i loro progetti di addobbo «per consulenza e con­sigli». L’illuminazione degli edifici pubblici e di quelli posti sulle vie prin­cipali avrebbe assicurato uno spettacolo indimenticabile.

Era stato infine predisposto lo smontaggio della fontana settecente­sca dei Quattro Continenti di piazza Unità per fare posto al palco: «Fra pochi giorni del monumentino non ci sarà più segno, si alzeranno inve­ce alte, spaziose, slanciate come autentici monumenti della vita moder­na le impalcature dalle quali tutta Trieste ascolterà con l’animo vibrante d’affetto le parole del Duce»’.

L’8 di agosto la R. Prefettura aveva inviato al Ministero degli Interni il programma concordato con l’aggiunta della visita allo stabilimento Gaslini. Pochi giorni dopo era arrivata l’approvazione.

Programma per la visita a Trieste del Duce 18 Settembre XVI

Ore 10.30 – Sbarco in piazza Unità (riva III Novembre) Podio

(concentramento in piazza Unità delle forze fasciste e popolazione -150.000 persone)

Ore 11.30 – Palazzo del Governo

Ore 14.30 – Partenza Palazzo del Governo

Ore 14.40 – Visita Fabbrica Macchine Sant’Andrea. Inaugurazione refettorio (L. 2.000.000)

Ore 15.10 – Visita Cantiere San Marco

a)Varo due cisterne Lauro (15.000 tonn.)

b)Impostazione R. Nave “Roma”

e) Impostazione tre motonavi per le Filippine (8.000 tonn.)

d)Visita RR. Navi “Vittorio Veneto” e “Andrea Doria”

e)Inaugurazione refettorio (L. 6.000.000)

f) Inaugurazione nuovo pontile (L. 6.000.000)

(al cantiere San Marco saranno concentrati 15.000 operai)

Ore 16.00 – Imbarco su motoscafo

Ore 16.30 – Visita spremitura oli vegetali Gaslini. Inaugurazione refettorio (L. 350.000)

Ore 16.50 – Visita stabilimento Aquila, inaugurazione refettorio,

spogliatoi e dopolavoro, (nell’interno dello stabilimento saranno concentrate le maestranze dell’Aquila” (600 operai): fuori, nel recinto, saranno schierate le organizzazioni fasciste e la popolazione della zona muggesana -15.000 persone)

Ore 17.00 – Visita ILVA (sempre via mare)

Inaugurazione nuovi forni e laminatoi (L. 40.000.000)

Inizio lavori nuovo cementificio (si attende autorizzazione del Ministero delle corporazioni )

Ore 17.30 – Visita porto e Magazzini generali

Sosta nuovi magazzini granari Ore 18.20 – Sbarco idroscalo “Ala Littoria” Ore 18.30 – Inaugurazione rione del Littorio:

Inizio lavori Casa del Fascio (L. 8.3000.000)

Visita Teatro Romano

e) Inaugurazione sede Banco di Napoli (L. 10.000.000) Ore 19.15 – Stazione marittima

Inaugurazione Mostra Lavori Pubblici Ore 19.45 – Rientro Palazzo Governo.

 

 

Il giorno dopo, il 19, il programma prevedeva alle 8.15 in piazza Oberdan «Inizio lavori Casa della G.I.L.» e la «Visita Sacrario Oberdan e Casa del Combattente». Quindi alle 8.40 «Scoglietto – Inizio lavori nuovo edificio Universitario». Come per gli altri edifici da erigere 0 già eretti, oggetto delle attenzioni del Duce, era stato indicato il costo della casa della Gioventù italiana del Littorio che ammontava a 5.000.000 lire e quello dell’Università, 10.000.000 di lire, per far rilevare al Ministero l’importanza dell’opera e l’impegno profuso nei finanziamenti.

Il percorso continuava con una sosta a Banne per l’inaugurazione della Colonia “Principe di Piemonte”, a Sesana di quella “Duchi d’Aosta”, a Postumia per l’inizio dei lavori della Casa del Fascio. Era prevista una sosta di mezz’ora per assaporare «il concentramento organizzazioni fasciste e popolazione dell’alto Carso – 25.000», come era annotato nel programma. Poi dopo una eventuale fermata al valico di Caccia al confine italo-jugoslavo per l’inizio dei lavori del fabbricato per i servizi di confine, alle 12 a San Giusto dove, prima del rientro al palazzo del Governo, era previsto l’omaggio al Monumento ai caduti della Guerra italo-austriaca e in A.O.I.

Nel pomeriggio partenza per Monfalcone, con sosta nei Cantieri di Monfalcone. Quindi alle 16.15 rientro via mare a Trieste e sbarco al Molo Audace alle 17.30 per assistere in piazza Unità alla presentazione e sfilata dei battaglioni della Milizia volontaria. Alle 19 nella Casa del Fascio incontro con le gerarchie fasciste e ritorno nel palazzo del Governo. Alla sera alle 21 si sarebbe tenuta in piazza una manifestazione delle associazioni dopolavoristiche.

Il giorno dopo il Duce alle ore 8.50 sarebbe giunto al confine con la provincia di Gorizia.

Pochi giorni prima dell’evento era stata stabilita la guardia d’onore al palazzo del Governo a cura del Comando fanteria del “Timavo” che avrebbe provveduto anche al servizio d’ordine schierando migliaia di soldati nella piazza dell’Unità, negli stabilimenti industriali visitati e lungo il percorso. Da parte sua la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale aveva inviato il programma del cerimoniale per la sua parata e il giuramento dei battaglioni militari.

Per il giorno precedente l’arrivo, il Ministero dell’Aeronautica, Direzione idroscalo civile di Trieste, aveva previsto cielo sereno, poco nuvoloso, venti moderati con notevoli rinforzi di raffiche lungo la costa, mare agitato e temperatura in diminuzione. Ma il giorno dopo il mare si era calmato e Mussolini era potuto scendere dal cacciatorpediniere “Camicia nera”, arrivato in porto tre giorni prima, fra i colpi di cannone che ne annunciavano alla città e alla gente ammassata nella piazza l’arrivo. Quindi aveva tenuto l’atteso discorso.

Le foto del Duce che parla dal podio apparse sulla «Illustrazione italiana» sono accompagnate dalla seguente didascalia:

 

Il Duce è sul podio nautico innalzato in Piazza dell’Unità, che è fatto di due timoni di nave che in basso fra due fasci littori, incorniciano un’immensa scritta “Dux” e reggono in alto la pedana sulla quale un Moschettiere sull’attenti regge il gagliardetto [...] Risponde col saluto romano alle ovazioni interminabili, fra le quali si staccano i vibranti “heil Duce!” dei giovani Hitleriani schierati sotto il palco [...].

Verso sera, dopo una intensa giornata di visite agli stabilimenti industriali Mussolini è nel cuore della città, nel rione Littorio. La visita era stata preparata in modo accurato.

Per la posa della prima pietra della Casa del Fascio erano stati fatti vari lavori di sistemazione dell’area, ma perché il Duce potesse meglio apprezzarne l’architettura era stato presentato un plastico dell’erigendo edificio.

Quindi l’attraversamento della strada per entrare nel Teatro Romano. «Il Piccolo» nel numero del 12 settembre aveva sottolineato il significato simbolico di questi due monumenti, «quello antico e il nuovo, l’emblema della Tergeste di Traiano e il simbolo di quella di Mussolini, l’antica città e la nuovissima, l’una e l’altra concepite sullo stesso piano imperiale». Anche in questo caso la Soprintendenza aveva presentato l’itinerario, due foto che documentavano lo stato della zona prima e dopo gli interventi e un breve appunto, a firma del soprintendente Molajoli, relativo alle opere di scavo. In quest’ultimo si ricordavano le principali tappe che avevano portato allo scoprimento del monumento, dalle prime concrete esplorazioni nel giugno del 1937 a cura della Soprintendenza decisive per «l’inizio della complessa impresa che doveva compiersi in brevissimo tempo con decisione e ritmo veramente fascista», all’inizio dei lavori il 4 novembre con la demolizione di tutti gli edifici per un volume complessivo di me 42.776. Si sottolineava che le opere di scavo erano state compiute a tempo di primato in soli sessantadue giorni. Il 21 aprile 1938 lo scavo era terminato ed erano state iniziate le opere di restauro e di sistemazione per l’inaugurazione.

Dopo la visita al Teatro Romano ci sarebbe stata l’inaugurazione dell’edificio del Banco di Napoli. Al suo arrivo il Duce avrebbe dovuto trovare schierati, come da programma inviato in prefettura il 6 settembre per l’approvazione, il consiglio di amministrazione con il direttore generale e una centuria di impiegati dell’Istituto designati dal direttore, squadristi che avevano partecipato alla marcia su Roma giunti da Napoli per prestare il servizio d’onore all’ingresso, dove si sarebbe trovato anche il personale della sede iscritto al partito e gli alfieri dell’Unione interprovinciale delle Aziende di credito e dell’Unione interprovinciale dei lavoratori del credito.

A conclusione della giornata alla Stazione marittima l’inaugurazione della mostra dei Lavori Pubblici voluta dal Ministero dei Lavori Pubblici, che illustrava le opere realizzate dal fascismo nella città e nella provincia2.

Note

1. La preparazione di Trieste per la visita del Duce, «Il Piccolo», 28 agosto 1938.

2.1 documenti citati che ricostruiscono la visita si trovano in Archivio di Stato di Trieste, Gabinetto della Prefettura b. 357.

 

Nella foto di Francesco Penco, il palco allestito per Mussolini in piazza dell'Unità a Trieste il 18 settembre 1938 (collezione Ernè, archivio Comunicarte Edizioni)

Nella foto di Francesco Penco, il palco allestito per Mussolini in piazza dell’Unità a Trieste il 18 settembre 1938 (collezione Ernè, archivio Comunicarte Edizioni)

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